Quello che cerco è il nulla.
Quella continenza di materia che mi darà il tutto.
Ho sempre cercato di fare il meno possibile,
di smuovere l’indispensabile di terra e di acqua.
Ho amato ammirare la sapienza divina
di quanto si svolgeva intorno a me.
Ma, quando i miei circostanti
mi hanno invitato, per un poco di soldi,
a trasformare qualcosa di quanto mi circonda,
ho cercato di mettere tutti i miei pensieri in poche linee
che indicassero lo spazio, quale sostanza che non posso rinnegare.
È lo spazio che conforta le mie opere
fatte di pietra arrendevole e arresa.
Lavoro poco e quel poco è troppo,
invito la natura a seguire il suo corso,
vorrei procreare, portare avanti la creazione
con la semplicità degli uccelli che fanno un nido.

(16/12/03 ore 00,30)



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