Ho visto volti gioiosi
ma solo pochi di questi
sono stati illuminati dal mio scherzo.
Eppure avrei voluto far ridere il mondo
esponendo in pubblico il fondo della mia miseria
al punto che tutti si sentissero elevati.
C’è niente di più ridicolo di un pagliaccio fallito?
Eppure questo sono.
Senza compianto sdrucciolevole,
ma con la dignità austera
di chi ha il merito di aver vissuto.

17/12/03



3 Responses to “Confessione di un pagliaccio”  

  1. molto bella!
    ha ragione giaime, le tue poesie colpiscono…
    questa sul tema del pagliaccio riesce ad essere semplice ed originale.
    la tristezza che esprimi rimanda alla poesia greca, come del resto greca è la tua terra…

  2. Sono orgoglioso di conoscere UVA di persona

  3. anche io sono molto orgolioso


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