Archive for the 'poesie' Category
Serietà
Ho pianto nel cuscino,quando,leggiadra,mi lasciasti.Ho sentito fìnancola colpa di averti conosciuta.Avrei voluto tornare indietroper racimolare lo sterco dei miei errori.E quando le lacrime son finiteho abbandonato la mia vita alla serietà.Freddo, caparbio,duroatteggiamento di vivere.Fino all’incontro con qualcunache non mi ha dato l’intensità che vivevamo insieme.E randagio sono andatoper i viottoli distanti dalla cittàalla ricerca di [...]
A San Cataldo
Devo lasciartioh cielo blu e grigiosquarciato da limpido rosa,prima che il sole galleggi rosso di fuoco.Sono richiamato dalla cronacache non sarà mai storia.E la commozione chela natura mi destain questa prima orala rinvio ad un giornodi maggiore grazia.Ma no!Mentre scrivola fascia rosasta scendendosulla linea del mare.Sospendo lo scrittoe contemplo…………il quotidiano miracolodell’aurora.L’altro quotidiano,quello di carta stampatae [...]
Ad un caffè di notte
Uno sconosciuto e una donna si incontrano:
due sorrisi si incrociano
due mani si toccano
due lagrime rigano i volti.
Speculari i loro gesti,
dettati dall’attimo
in cui è scoppiato
ed é finito il loro amore.
Rimarrà il ricordo
di un sentimento improponibile,
perché troppo intenso,
troppo veloce e troppo vero.
E perché troppi anni li dividono.
16/08/04
Una conca d’acqua
Cerco nella mia vita una “primadonna”, ma
è il più forte che va dal più debole.
Mi rassegnerei, per trasformarmi, ma
mi sono lavato con una spugna intrisa di lacrime.
Ho cantato la solitudine per farmi compagnia
ho ascoltato in silenzio il fragore del dialogo tra il cielo e i monumenti
ho assaporato l’ostracismo che si faceva di me
ed ho abbandonato [...]
Confessione di un pagliaccio
Ho visto volti gioiosi
ma solo pochi di questi
sono stati illuminati dal mio scherzo.
Eppure avrei voluto far ridere il mondo
esponendo in pubblico il fondo della mia miseria
al punto che tutti si sentissero elevati.
C’è niente di più ridicolo di un pagliaccio fallito?
Eppure questo sono.
Senza compianto sdrucciolevole,
ma con la dignità austera
di chi ha il merito di aver vissuto.
17/12/03
Nella sala del trono
Se regnassi
chiederei al paggio:
cosa vuoi fare della tua vita?
Mi risponderebbe:
servire.
E se gli chiedessi:
cosa vorresti fare se fossi re?
Lui risponderebbe:
servire.
Allora chiederei al paggio:
e se nessuno volesse essere servito?
Godrei la libertà che non è di questa terra.
20/12/03
Parole di lievito e sale
Non ho più bisogno di fare esperienze,
vi confesso che vorrei cominciare a vivere
con la speranza che quello che farò
non lasci alcuna traccia.
Perché anche le tracce
vorrei disperderle io,
e non regalarle ai posteri,
che tanto, non capirebbero.
E sarebbe un inno alla vita
se sul mio esempio
tutti percorressero strade senza orme
come itinerari personali negati agli altri.
E il piede che ascende [...]
Sono un architetto?
Quello che cerco è il nulla.
Quella continenza di materia che mi darà il tutto.
Ho sempre cercato di fare il meno possibile,
di smuovere l’indispensabile di terra e di acqua.
Ho amato ammirare la sapienza divina
di quanto si svolgeva intorno a me.
Ma, quando i miei circostanti
mi hanno invitato, per un poco di soldi,
a trasformare qualcosa di quanto [...]









